Il generale di brigata Pierluigi Solazzo oggi comandante della Legione Carabinieri Toscana
CATANIA – Il maresciallo maggiore aiutante dei Carabinieri Alfredo Agosta cadde vittima della mafia nel 1982 a Catania. La sua memoria vive grazie all’Associazione Nazionale Antimafia che porta il suo nome. Nel giorno del 44° anniversario del tragico evento, il 18 marzo, è stato promosso presso l’Università di Catania il convegno «Criminalità organizzata dagli anni ’80 ai giorni nostri: evoluzione, strategie e impatto sociale».
Il PREMIO
È stata l’occasione per il conferimento del premio intitolato all’eroico carabiniere, freddato in un bar del capoluogo etneo. Agosta stava tentando di bloccare un soggetto che aveva appena colpito a morte un pregiudicato con cui il maresciallo era a colloquio per indagini di polizia.
Tra i premiati 2026 c’è il generale di brigata Pierluigi Solazzo, attuale comandante della Legione Carabinieri Toscana e già Comandante provinciale di Milano. Il riconoscimento gli è stato consegnato per la costante attività operativa e l’impegno, nel corso della sua carriera, di contrasto a Cosa Nostra. Tra le più recenti e significative attività investigative portate avanti sotto il suo comando c’è un’operazione condotta dai carabinieri di Milano e coordinata con la DDA del capoluogo lombardo che ha fatto luce su un’alleanza mafiosa tra Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia, al centro di un maxi processo in corso.
Altri riconoscimenti sono andati al Questore di Catania Giuseppe Bellassai, al Procuratore capo Francesco Curcio, all’arcivescovo Luigi Renna e al giornalista Salvo Palazzolo.
L’EVENTO
Ad aprire i lavori del convegno nell’aula magna del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, i saluti del rettore Enrico Foti, del direttore del Dipartimento Roberto Cellini, del presidente dell’associazione Carmelo La Rosa e del prefetto di Catania Pietro Signoriello. Tra gli interventi quelli del generale di corpo d’armata Claudio Domizi, comandante interregionale Carabinieri Culqualber con sede a Messina e del procuratore generale di Catania Carmelo Zuccaro.
L’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli con la “lucerna” dei Carabinieri
FIRENZE – Non è frequente vedere un arcivescovo che indossa la «lucerna» dei Carabinieri, lo storico copricapo a due punte con il pennacchio rosso e blu. Uno dei simboli dell’Arma. È avvenuto, sia pure per una simpatica foto ricordo, al termine della messa celebrata dall’arcivescovo Gherardo Gambelli in occasione della ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dei Carabinieri. La cerimonia si è svolta venerdì 21 novembre nella solenne cornice della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze.
Il tradizionale appuntamento della Virgo Fidelis ha riunito le massime autorità cittadine con il prefetto di Firenze Francesca Ferrandino, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, i vertici della Magistratura, delle Forze Armate e di Polizia, i rappresentanti delle istituzioni locali. La grande navata della basilica era gremita da militari dell’Arma Territoriale, del VI Battaglione Toscana, della Scuola Marescialli e Brigadieri. Presenti Associazioni combattentistiche e d’arma, in particolare l’Associazione Nazionale Carabinieri. Suggestivo e solenne l’accompagnamento del coro e della fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. Tra i brani eseguiti, l’ultimo, attesissimo, è stato la «Virgo Fidelis», un momento denso di emozione, che ha unito fedeli, militari e familiari.
L’omelia di Gambelli: Maria modello di fedeltà
Nell’omelia, monsignor Gambelli ha sottolineato come la fedeltà sia il filo conduttore della vita cristiana e dell’Arma dei Carabinieri. Attraverso la memoria della Presentazione di Maria al Tempio, l’arcivescovo ha richiamato il valore della consacrazione, della dedizione e dell’impegno quotidiano, osservando come Maria, fin dalla sua infanzia, abbia incarnato un modello di totale disponibilità al servizio di Dio.
Rivolgendosi ai Carabinieri, l’arcivescovo Gambelli ha ricordato il loro ruolo nella società: essere fedeli alla Patria, alle istituzioni e soprattutto ai cittadini. Ha ricordato anche i militari caduti e, in particolare, i tre carabinieri recentemente scomparsi nel veronese, invitando a trasformare il dolore in forza morale e a contrastare il male con l’«intelligenza dell’amore», come insegnato dalla Vergine Fedele.
Solazzo: «Culqualber vive nel nostro servizio»
Il generale di brigata Pierluigi Solazzo, comandante della Legione Toscana, ha portato il saluto dell’Arma, ricordando l’anniversario della battaglia di Culqualber (Etiopia 21 novembre 1941) e il valore del sacrificio dei Carabinieri caduti, testimoni di fedeltà fino all’estremo. Ha evidenziato l’impegno quotidiano dei militari a servizio della comunità, sottolineando la vicinanza ai più fragili e il ruolo fondamentale della presenza costante sul territorio.
In precedenza il maggiore Nunzia Roselli ha letto, tra l’emozione generale e anche personale, la motivazione della medaglia d’oro alla Bandiera dell’Arma per gli atti di eroismo compiuti dai Carabinieri in quel tragico evento bellico.
La ricorrenza della Virgo Fidelis, ha ricordato Solazzo, coincide anche con la giornata dell’orfano dei Carabinieri «istituita nel 1996 e dedicata ai figli e alle famiglie di chi ha donato la propria vita per il bene comune». I figli sono assistiti, fino al compimento del loro ciclo di studi, dall’ Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (Onaomac).
Un premio a Marina Migliore
Emozionante la consegna di un premio a Marina Migliore, orfana del luogotenente Vittorio Migliore, già in servizio presso la caserma di Buggiano (Pistoia) e prematuramente scomparso. Marina, studentessa di Economia Aziendale all’Università di Pisa, ha ricevuto un riconoscimento da parte dell’Onomac per il brillante esame di maturità (100/100), alla presenza del prefetto Ferrandino e del comandante della Scuola Marescialli, generale di divisione Carlo Cerrina.
La lucerna all’arcivescovo
Al termine della Messa, il comandante provinciale colonnello Luigi De Simone ha consegnato all’arcivescovo Gambelli la lucerna, lo storico copricapo dei Carabinieri. Monsignor Gambelli ha accolto il dono con particolare piacere e ha successivamente indossato la lucerna per una foto ricordo con i cappellani militari che hanno concelebrato la messa, tra i quali don Pietro Folino Gallo e don Giordano Biso, rispettivamente cappellani della Legione Toscana e della Scuola Marescialli e Brigadieri.
Solenne cerimonia alla caserma Felice Maritano. Applausi ai carabinieri premiati per essersi distinti nella loro attività di servizio a favore della collettività
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