Firenze, inaugurato auditorium e l’anno 2023 a Palazzo di giustizia

La cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2023 a Firenze nel nuovo auditorium
La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2023 a Firenze nel nuovo auditorium

FIRENZE – Doppia inaugurazione al Palazzo di Giustizia di Firenze. In coincidenza con la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2023, sabato 27 gennaio è stato inaugurato un nuovo moderno auditorium all’interno della struttura. 

Si tratta di una sala con una capienza di oltre 230 persone che – si legge in una nota – «permetterà di ospitare innumerevoli iniziative culturali, dai concerti alle conferenze». Intanto è stata utilizzata per la solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, tornata finalmente in presenza dopo due anni a porte chiuse per l’emergenza sanitaria Covid-19. Meno grande della maxi Aula 32, dove per tradizione si sono sempre tenute le cerimonie di inizio anno, l’auditorium è però più funzionale e tecnologicamente attrezzato. E, soprattutto, con maggiore visibilità d’insieme considerato che le poltroncine per il pubblico sono disposte a scala e non più allo stesso livello. 

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2023, aperta dal presidente della Corte d’Appello di Firenze Alessandro Nencini, erano presenti le massime autorità civili, militari e religiose della città. Tra queste il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, il prefetto Francesca Ferrandino, il sindaco Dario Nardella. Il Csm era rappresentato dal consigliere Antonello Cosentino, mentre per il ministero della Giustizia era presente il magistrato Antonio Bianco. Sono intervenuti il Procuratore Generale f.f. Luciana Piras e il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze Giampiero Cassi. Salutata da tutti anche il presidente aggiunto della Corte di Cassazione Margherita Cassano, già presidente della Corte d’appello di Firenze fino al 2020. 

Presidente della Corte d'Appello di Firenze Alessandro Nencini
Presidente della Corte d’Appello di Firenze Alessandro Nencini

SITUAZIONE CARCERARIA 

Tra i passaggi della sua relazione (scarica qui il testo completo) il presidente Nencini ha puntato l’attenzione sulla situazione carceraria nel distretto, che comprende tutte le province toscane ad eccezione di Massa che fa capo alla Corte d’appello di Genova.  

Se nel 2022 la popolazione di detenuti in Toscana è rimasta stabile rispetto all’anno precedente (circa 3000 presenze a fronte di una capienza media regolamentare di poco superiore), va rilevato che la componente straniera è pari al 47%. Quasi un detenuto su due è straniero, con punte che Sollicciano arrivano al 68%, a Pisa al 58%, a Porto Azzurro al 55%, a Prato a oltre il 49%. Il gruppo più rappresentato è il Marocco seguito da Tunisia e Albania.

IL CASO SOLLICCIANO

«Si tenga presente – dice il presidente Nencini nella sua relazione consegnata alla stampa – che la componente di origine straniera detenuta negli istituti italiani ammonta alla stessa data al 31,33%. 

In Toscana è pertanto di gran lunga superiore a quella nazionale. Più del doppio nel caso di Sollicciano e in continua crescita. La percentuale di stranieri nel carcere di Sollicciano è, in assoluto, la più elevata d’Italia». 

La «denuncia» più grave di Nencini riguarda la situazione strutturale degli istituti di pena toscani «che non ricevono da tempo risorse finanziarie necessarie a garantire quantomeno la manutenzione ordinaria». Il caso più critico è ancora una volta il carcere fiorentino di Sollicciano «a causa del peggioramento della situazione igienico-ambientale. In molti reparti (del giudiziario e del penale) si è potuta direttamente constatare la presenza sia di insetti (‘cimici’) sui muri sia dei loro preoccupanti effetti sui corpi di alcuni detenuti che hanno mostrato tracce di morsicatura e puntura. Le condizioni igieniche dei reparti visitati lasciano effettivamente molto a desiderare». 

«Servono interventi di risanamento radicali» sostiene Nencini, perché «tale condizione rende la detenzione nel carcere cittadino particolarmente gravosa se non, in casi sempre più frequenti, contraria ai principi di umanità della pena per i condannati e dell’esecuzione delle misure cautelari per gli imputati». 

UFFICIO PER IL PROCESSO

Va avanti anche in Toscana l’Ufficio per il processo (Upp), la nuova struttura – operativa dal 2022 – a supporto di giudici e cancellieri con l’obiettivo di garantire una ragionevole durata del processo civile e penale.  

«Può definirsi la più importante riforma processuale che sia intervenuta nella giurisdizione da oltre venti anni – dice il presidente Nencini – e che, a regime, produrrà una completa trasformazione del processo, sia civile che penale, nonché un modo del tutto nuovo di operare da parte dei Giudice nella giurisdizione». Grazie all’impiego di fondi del Pnrr, solo al Tribunale di Firenze – conferma a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario la presidente Marilena Rizzo – «sono state assunte a tempo determinato nel 2022 oltre 100 unità. La novità principale è che, primo esempio in tutta Italia, all’interno dell’Ufficio del processo di Firenze è stata creata anche una ‘cabina di regia’ composta non solo da magistrati ma anche da personale proveniente dall’avvocatura, dal mondo universitario e dalle procure». Personale particolarmente esperto e preparato che può dare un significativo contributo allo sviluppo di questo nuovo strumento organizzativo del lavoro giudiziario. 

Nencini mette però in guardia il governo in relazione a questi funzionari assunti a tempo determinato per l’Ufficio del processo.  «È necessario – dice il presidente della Corte d’Appello di Firenze – che si intervenga normativamente al fine di evitare che tale personale, ampiamente utilizzato negli uffici nel corso della formazione dell’iter procedimentale, debba, una volta formato adeguatamente e quindi in grado di fornire un fattivo contributo, lasciare l’impiego ed essere sostituito da altro personale che deve iniziare nuovamente un percorso di formazione. Questa evenienza sarebbe assolutamente esiziale per gli uffici giudiziari». 

Scarica qui la relazione completa del Presidente della Corte d’Appello Alessandro Nencini

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Procuratore Generale f.f. Luciana Piras
Procuratore Generale f.f. Luciana Piras

Nella sua relazione il Procuratore Generale f.f. Luciana Piras ha, tra l’altro, fatto un sintetico esame dell’andamento dell’attività requirente nel distretto. Da un lato sono (lievemente) diminuiti i reati di inquinamento, rifiuti e in generale contro l’ambiente e la salute delle persone. Analogo rilievo per il delitto di usura. Per contro invece hanno registrato un incremento del 115% le iscrizioni relative ai delitti di associazione mafiosa come pure quelli aggravati dalla finalità di terrorismo (+44%). Diminuiscono gli omicidi volontari (da 67 a 51), mentre aumentato sensibilmente i tentati omicidi (+34%). 

Sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Toscana, il Pg Piras ha sottolineato come occorre chiedersi «se, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici anche sotto l’aspetto organizzativo/ordinamentale delle mafie tradizionali, abbia però ancora senso parlare di semplici infiltrazioni, quali fossero un fenomeno occasionale, e debba invece ritenersi di essere di fronte ad una presenza che è ormai stabile e consolidata». «Suscitano preoccupazione e allarme – prosegue Piras – i segnali sempre più frequenti di cointeressenze tra criminalità organizzata ed alcuni settori del mondo dell’economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e professionisti». Per il Procuratore Generale f.f. di Firenze  «è necessario predisporre valide strategie di contrasto in grado di incidere sulle basi economiche del crimine organizzato. Inutile dire che un ruolo fondamentale in tale strategia deve essere svolto anche dagli imprenditori che devono sempre più divenire parte attiva e virtuosa nella difesa del tessuto sano dell’economia. Nel loro stesso interesse». 

Qui la relazione integrale del Procuratore Generale f.f. Luciana Piras

IL SALUTO DEL CSM

Il saluto del Consiglio Superiore della Magistratura, insediato da appena quattro giorni, è stato portato dal neo consigliere Antonello Cosentino, già magistrato a Firenze e quindi in Cassazione. 

Nel suo intervento ha sottolineato l’attiva funzione di interlocuzione con il ministero della Giustizia svolta dalla precedente consiliatura. Ma Cosentino ha anche aggiunto – «a titolo personale» ha precisato – come «le vicende che hanno segnato la scorsa consiliatura hanno minato la fiducia dei cittadini nella magistratura e la fiducia degli stessi magistrati nel loro sistema di autogoverno». Per recuperare questa fiducia occorre – ha aggiunto – che il nuovo Consiglio debba esercitare «con pienezza la propria discrezionalità ed essere capace di spiegare con chiarezza e trasparenza le ragioni delle proprie scelte. Forte come Achille, saggio come Nestore». 

Leggi qui l’intervento completo del Consigliere Cosentino 

«Avvocati allontanati dalle aule»

Per l’avvocatura è intervenuto il presidente uscente Giampiero Cassi (il suo mandato quadriennale è in scadenza) che non ha risparmiato critiche a quello che ha chiamato «allontanamento degli avvocati dalle aule di giustizia». Conseguenza, secondo Cassi, della riforma Cartabia con la quale sono state messe a regime udienze cartolari e a trattazione scritta. «Nel processo civile sono state irrigidite le preclusioni già esistenti – ha detto – con l’introduzione di balzelli sempre più pesanti per scoraggiare la proposizione delle cause, nonché con la messa a regime delle disposizioni che, durante il periodo dell’emergenza Covid, hanno sfrattato gli avvocati dalle aule di giustizia». 

«L’avvocatura – ha dichiarato Cassi – non è disponibile ad accettare che tali limitazioni continuino all’infinito. Rivendica anzi il fatto di essere una componente imprescindibile della giurisdizione, il che comporta anche che essa nei Palazzi di Giustizia non possa e non debba essere considerata alla stregua di un ospite che deve chiedere il permesso per accedere e che, troppo spesso, non sembra affatto gradito. La partecipazione in presenza al processo è un diritto inalienabile dell’avvocato e non mera concessione. Deve essere la regola e non l’eccezione». 

Qui il testo completo dell’intervento del Presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze

GALLERIA FOTO

(cliccare sulla singola immagine per ingrandire)

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Vedi qui la DIRETTA TV STREAMING di tutta la cerimonia


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Sandro Addario

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