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Giovanni Bechi, presidente Federalberghi Firenze

Federalberghi Firenze, bene il 2024. Ora nuove regole per il turismo

Giovanni Bechi, presidente Federalberghi Firenze
Giovanni Bechi, presidente Federalberghi Firenze

FIRENZE – «Il comparto alberghiero a Firenze nel 2024 ha avuto importanti risultati, dopo un 2023 che aveva dato grosse soddisfazioni. Le prospettive per il 2025 sembrano altrettanto positive». Così il presidente di Federalberghi Firenze Giovanni Bechi che ribadisce la «necessità di una aggiornata regolamentazione del turismo e di una ricettività che negli anni si è trasformata senza linee guida chiare e omogenee. Servono norme univoche ed è indispensabile che tutte le attività operino su un piano di professionalità, con tutto quello che ne consegue. La legge regionale toscana (appena varata dal Consiglio Regionale n.d.r.) finalmente va nella direzione di dotare i comuni di strumenti per attuare questa regolamentazione e tracciare delle linee guida per governare lo sviluppo». 

«Firenze – aveva sottolineato Bechi in occasione di un affollato incontro per gli auguri di Natale con gli operatori del settore presenti anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore comunale al turismo di Firenze Jacopo Vicini – è diventata la meta, non una delle mete del turismo in Italia. Tutto il mondo ha il sogno di venire a visitare le nostre bellezze, la nostra città, la nostra regione. E Firenze oggi non è più una fase di stagionalità legata alla bella stagione e basta. Certo c’è una contrazione durante i periodi meno buoni della stagione, ma abbiamo tendenzialmente una stabilizzazione dei flussi, con un coefficiente medio di occupazione del 70% già molto alto ma che arriva anche a punte dell’85-90% soprattutto nelle zone centrali cittadine. Questo ci permette di guardare al 2025 e più in generale al futuro con un pur cauto ottimismo». 

«Restano ancora zone d’ombra – conclude il presidente di Federalberghi fiorentina – rappresentate dal fatto che le nostre destinazioni a livello nazionale, non parlo solo di Firenze, soffrono ancora di una carenza infrastrutturale di servizi. Non li possono realizzare i privati ma tutto il sistema pubblico che da decenni non ha mai guardato al settore turistico come un comparto centrale, mentre va sempre più considerato come uno degli assi centrali del sistema economico del Paese». 


Sandro Addario

Sandro Addario


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