Il Geografico Militare compie 153 anni, tra cartografia e cultura

FIRENZE – «Oggi celebriamo 153 anni di storia, di scienza e di servizio al Paese». Così il generale di divisione Luigi Postiglione, comandante dell’Istituto Geografico Militare (IGM), ha aperto l’anniversario dell’ente cartografico dello Stato che ha sede a Firenze. La cerimonia, davanti alle massime autorità civili e militari, si è svolta lunedì 27 ottobre presso la storica sede di via Cesare Battisti.
Postiglione ha ricordato come l’Igm, nato per «misurare» il Paese e definirne i confini, continua a unire tradizione e innovazione, impiegando droni, satelliti e intelligenza artificiale. Accanto alla missione scientifica, l’ente mantiene viva anche una significativa vocazione culturale. Per il 153° anniversario, è stato presentato il volume «Le strade del Giubileo. La via Francigena, cammino della fede». Inaugurata nelle sale storiche dell’Igm anche la mostra «1492» dello scultore fiorentino Patrizio Travagli, che resterà aperta fino alla fine di dicembre. Due eventi culturali entrambi ispirati al tema della luce, simbolo di conoscenza e speranza per il futuro.
Tra i presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha sottolineato come l’anniversario dell’Istituto Geografico Militare «celebri lo spirito di collaborazione tra mondo militare e civile e riaffermi il ruolo di Firenze e della Toscana come cuore storico dell’Italia unita». Presente il neo Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Cuoci, il Procuratore generale della Repubblica Ettore Squillace Greco, la consigliera Alessandra Innocenti per il Comune di Firenze, il questore Fausto Lamparelli, Eugenio Pitaro vicario del Prefetto di Firenze, monsignor Alessandro Lombardi Pro Vicario Generale Moderatore della Curia di Firenze, Massimo Manetti presidente della Camera di Commercio con i vertici militari presenti nel capoluogo toscano.
ALLA RICERCA DELLA LUCE
La presentazione del volume sulla Via Francigena, edito dallo stesso Igm, è stata illustrata dal professor Renato Stopani, presidente del Centro Studi Romei, e dal cartografo Simone Bartolini funzionario dell’Igm dove è capo della sezione confini. È stato illustrato come la Francigena sia sorta per una spinta religiosa. I pellegrini, dopo la caduta dell’Impero romano e il declino delle antiche vie di comunicazione, crearono nuovi percorsi per raggiungere Roma, il Gargano e la Terra Santa.
La luce – è stato spiegato – rappresenta il filo conduttore tra fede, architettura e conoscenza astronomica lungo la Via Francigena. «Per i primi cristiani la luce era un aspetto fondamentale della fede, riuscire a percepire questa luce come presenza divina». Per questo i costruttori delle chiese orientavano gli edifici e le aperture in modo da connettere Terra e Cielo. Questi giochi di luce, visibili ancora oggi in luoghi come Sant’Antimo a Montalcino o Santa Maria a Morimondo (Mi), testimoniano una conoscenza precisa del cielo e del tempo, dimostrando come l’architettura medievale fosse al contempo pratica, simbolica e spirituale, trasformando ogni chiesa in una vera «porta del cielo».
«Un’opera preziosa che unisce ricerca storica, fede e arte» ha commentato lo storico Giovanni Cipriani, osservando come le chiese romaniche, spesso percepite come oscure, fossero in realtà costruite per esaltare la luce divina nei momenti più significativi dell’anno. «Lo stesso Medioevo – ha precisato – non è qualcosa di oscuro ma qualcosa dominato dalla luce. La luce della fede, la luce della speranza e la luce guidava i pellegrini in questi straordinari itinerari».

TUTELA DEI CONFINI
In chiusura il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Cuoci, ha evidenziato il ruolo strategico dell’Istituto Geografico Militare nella definizione e tutela dei confini nazionali, un tema «oggi più attuale che mai» anche alla luce dei cambiamenti climatici e delle nuove tecnologie. Ha ricordato come «la difesa della Patria nasce dalla definizione dei confini»evidenziando il valore simbolico e identitario di questi limiti territoriali, non solo come linee geografiche ma come espressione di sovranità e di nazione. Nel suo discorso, Cuoci ha voluto anche rendere omaggio al personale civile e militare dell’Istituto e ai caduti che, nel corso della storia, «hanno sacrificato la vita per stabilire con precisione i confini italiani». Un ricordo particolare, seguito da un lungo applauso, è stato rivolto a Tiberio Ghelardini e Leonardo Sensitivi, i due dipendenti civili dell’Igm morti nel giugno 2023, insieme all’ Appuntato della Guardia di Finanza Michele Pellegrino, in un tragico incidente stradale durante l’attività di rilievo e manutenzione del confine italo francese nei pressi di Ventimiglia.
PER SAPERNE DI PIÙ SU IGM : https://www.igmi.org/it/Home
Come contattare IGM. Per l’acquisto del volume «Le strade del Giubileo. La via Francigena, cammino della fede» telefonare allo 055.2732229. Per visitare la mostra «1492» chiamare lo 055.2732303
GALLERIA IMMAGINI








Tags: Esercito, Istituto Geografico Militare