
Scuola Militare Douhet, giura il corso Astro II (VIDEO)

FIRENZE – Il momento più intenso è tutto in quel grido: «Lo giuro». È lì che gli allievi del Corso Astro II della Scuola Militare Giulio Douhet segnano una tappa decisiva della loro scelta di vita. A rendere ancora più emozionanti quei secondi, brevi ma profondi, è il passaggio delle Frecce Tricolori sopra il piazzale Bandiera dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (Isma) di Firenze in una splendida giornata di sole sabato 18 aprile 2026.
Un secondo passaggio, salutato da tanti applausi, al momento del battesimo del Corso, benedetto dal cappellano don Josef Varga, quando l’allievo capo corso Pietro De Pascalis (16 anni, di Galatina) riceve lo stendardo dal «padrino» dell’Astro II, generale di brigata aerea Paolo Rubino, Capo di Stato Maggiore del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare/3° Regione Aerea.
Sono 33 i giovanissimi allievi e allieve del Corso Astro II. Sono arrivati alla Douhet all’inizio dell’anno scolastico 2025 per frequentare le ultime tre classi di liceo classico (14 allievi) e liceo scientifico (19). Li coordina il comandante del Corso, capitano Gennaro Di Stasio. Già all’età di 15 anni hanno fatto una scelta di vita significativa per la loro vita. Al termine del liceo decideranno se partecipare ad un concorso per le Accademie Militari delle Forze Armate o della Guardia di Finanza oppure tornare alla vita civile e iscriversi all’università.

DA ASTRO AD ASTRO II
Non è un battesimo «ordinario» quello del Corso Astro II. Siamo al giro di boa dei nomi in ordine alfabetico. Il primo corso della Douhet appena inaugurata, iniziato nel settembre 2006, si chiama Astro. Quindi un nome per ogni lettera dell’alfabeto, saltando la «q». Dopo l’ultimo corso Zenit (i cui allievi stanno frequentando ora la quarta liceo) è il turno di Astra II. Come all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli dove si formano i futuri ufficiali dell’Arma Azzurra.
A dare maggior vicinanza ai «cadetti» Douhet di Astro II, nel piazzale dell’Isma è schierata una numerosa rappresentanza di «anziani» del precedente corso Astro. Venti anni più avanti, ma con la stessa emozione e partecipazione di allora. Molti di loro in divisa da ufficiale delle Forze Armate e della Finanze. Altri in abiti civili per aver scelto un futuro professionale diverso, ma tutti ancora uniti dallo spirito di appartenenza al «loro» Corso. Tra le autorità e gli ospiti, accolti dal comandante dell’Isma generale Edi Turco, c’è anche il comandante della Douhet di allora, generale Roberto Zago, che a stento trattiene l’emozione nel ricordo del primo giuramento della Douhet avvenuto nel 2007 in piazza Santa Croce a Firenze.
ORGOGLIO DEI FAMILIARI
Più emozionati dei neo cadetti ci sono i familiari arrivati da ogni parte d’Italia. Intere generazioni. Dai nonni fino a neonati in carrozzina. Il sole a picco non li scalfisce. Nessuno vuole perdere un momento della cerimonia, con gli occhi puntati sia pure a distanza sul «loro» allievo. Fino a ieri erano gli adolescenti di casa. Oggi si ritrovano (a 16 anni) a indossare una divisa con le stellette. E soprattutto a essere consapevoli della loro scelta.
Quasi unanimi i commenti raccolti fuori dai cancelli dell’Isma, mentre gli stessi genitori sono in attesa della libera uscita. Durerà poco (il rientro alla Douhet è previsto entro le 21.30 di domenica 19 aprile). Poche ore, ma quanto basta per un lungo abbraccio. «È stato sempre il suo sogno fin da bambina» racconta una madre. «Ha fatto tutto da solo, noi lo abbiamo solo accompagnato». «È una scelta importante a questa età, ma li sosteniamo». Parole che restituiscono il senso di un percorso condiviso, fatto di orgoglio ma anche di consapevolezza per sacrifici, distanza e disciplina.
PRIMA I DOVERI
In apertura della cerimonia c’è la testimonianza del tenente colonnello Gianfranco Paglia, che a nome del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare ha parlato agli allievi con parole dirette: «Chiedetevi sempre se potevate dare di più». Un invito a non accontentarsi, accompagnato dal ringraziamento alle famiglie «che hanno seminato bene» e dalla fiducia in una generazione già oggi capace di responsabilità e impegno.
Il comandante della Scuola Douhet, colonnello Mauro Nazzi, prima di pronunciare la formula del giuramento sottolinea la centralità di una formazione integrale, capace di unire etica, cultura e disciplina. «Siate di esempio in ogni vostra azione – aggiunge – e ricordate sempre che prima di aspirare o pretendere i vostri diritti dovrete aver adempiuto a tutti i vostri doveri di allievi, di militari, di cittadini»
Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Antonio Conserva, esorta gli allievi a non cercare scorciatoie, ma a puntare su lavoro, sacrificio e spirito di corpo, perché «insieme si vola più in alto». «Questo Istituto – sottolinea – porta il nome di Giulio Douhet, un uomo che ebbe l’audacia di guardare oltre l’orizzonte del suo tempo, comprendendo che il mezzo aereo avrebbe riscritto le regole dei conflitti. Una persona che oggi definiremo un visionario, ma ricordate bene la visione senza disciplina resta un’illusione La disciplina senza visione diviene sterile. Qui alla Douhet imparerete visione e disciplina».
IL FUTURO
Il generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore della Difesa, esordisce fuori protocollo «da soldato più anziano» con un consiglio «ai giovani schierati che oggi vivono la loro giornata, ma forse quella più faticosa nello stare inquadrati. Vi hanno già detto più volte i vostri istruttori che per evitare di cadere basta muovere le dita dei piedi, un po’ rigirare le mani e vedrete che la resistenza sarà solida».
Nel suo intervento Portolano tra l’altro esorta gli allievi (e probabilmente non solo loro) a guardare il futuro, ricordando «che il futuro non è qualcosa che semplicemente accade. Il futuro lo si costruisce, si plasma e si conquista. Non appartiene a chi lo osserva da lontano, ma appartiene a coloro che hanno la visione per immaginarlo, la forza per prepararlo, ma soprattutto il coraggio morale. Quel coraggio di assumersi le responsabilità delle decisioni prese senza scaricarle sugli altri, qualora le cose non dovessero andare nel verso giusto». Qui l’intervento integrale del generale Portolano.
Ultimo intervento, come prassi, quello della massima autorità. La senatrice Isabella Rauti sottosegretario alla Difesa. «Se oggi siete qui – dice rivolta agli allievi – è perché avete coltivato un sogno, affrontato prove selettive, superato dubbi e paure e scelto di mettervi alla prova. Avete scelto, in una parola, di assumervi una responsabilità. Con il giuramento non rappresentate più soltanto voi stessi, ma la Difesa, le istituzioni, la Nazione e il Tricolore. Giurare significa scegliere di servire la Patria. È una scelta che richiede sacrificio, impegno, studio e disciplina. Ma ogni sforzo sarà ricompensato da una crescita personale, culturale e umana».

VIDEO DI OSSERVATORELIBERO.IT
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REGISTRAZIONE DIRETTA STREAMING (AERONAUTICA MILITARE)
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Aeronautica Militare, Scuola Douhet
