Firenze, magistrati e avvocati contro la riforma della prescrizione

La cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2020 a Firenze
La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020 a Firenze

FIRENZE – È piuttosto raro un applauso, si direbbe ‘a scena aperta’, durante la relazione di un Presidente di Corte d’Appello all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Come ancor più raro è trovare, specie in simili circostanze, magistrati e avvocati che la pensano alla stessa maniera. Tutto è successo invece a Firenze, sabato 1 febbraio, quando la Presidente Margherita Cassano ha trattato il tema della sospensione della prescrizione, decisa dal Parlamento con decorrenza 1 gennaio 2020. Vale a dire per i reati commessi dopo questa data e che, in pratica, andranno a sentenza tra qualche anno. Nel frattempo le reazioni negative non si fermano. 

Presunzione di colpevolezza

Margherita Cassano, Presidente della Corte d'Appello di Firenze
Margherita Cassano, Presidente della Corte d’Appello di Firenze

«Non possono essere sottaciute le drammatiche conseguenze sociali – ha detto la presidente della Corte d’Appello – provocate dalla pendenza per lunghissimi anni di un processo penale che rende l’uomo unicamente un imputato, in palese contrasto con la presunzione costituzionale di non colpevolezza». Come pure «non si considera – ha aggiunto –  che nella fase del giudizio sulla maturazione dei termini di prescrizione incide in maniera determinante la cronica e patologica mancanza del personale amministrativo, che con le sue esigue forze non è in grado di assicurare il tempestivo svolgimento degli adempimenti di cancelleria, in particolare di quelli  necessari dopo la pronuncia della sentenza di primo e di secondo grado». E qui il passaggio che ha scatenato l’applauso di una platea tutt’altro che distratta: «Sotto un profilo metodologico sorge legittima la domanda se sia indispensabile incidere sulla normativa penale sostanziale con una disciplina indubbiamente più sfavorevole che incide pesantemente sui diritti dell’imputato, quando il regolare e celere reclutamento di personale amministrativo e lo stanziamento di fondi più adeguati potrebbero consentire di scongiurare la prescrizione, incidendo sulle reali cause dei ritardi e assicurando adempimenti di cancelleria celeri». 

L’argomento della prescrizione è stato anche ripreso in un successivo intervento dall’avvocato Luca Bisori, presidente della Camera Penale di Firenze (applaudito a lungo anche dai magistrati della Corte d’Appello), che ha sostenuto come «la prescrizione è oggi l’unico istituto  in  grado di  cadenzare  lo sviluppo  del  processo. Da  un  lato assicurando  alle parti  un  minimo di  certezza  sui tempi  dell’accertamento,  e dall’altro lato fungendo da stimolo alle sue concrete cadenze temporali». Qui l’intervento integrale dell’avvocato Bisori

Violenze in famiglia

Tra gli altri temi toccati dalla Presidente Cassano c’è quello dei reati contro la famiglia e le violenze domestiche. «In Toscana ogni giorno 10 donne si rivolgono per la prima volta a un centro antiviolenza» ha detto preoccupata Cassano ricordando che «espressione della violenza che connota con allarmante frequenza le relazioni uomo-donna sono anche i 15 femminicidi (consumati o tentati) verificatisi in Toscana nel 2018». 

«Pagella» dei Tribunali toscani

Nella relazione del presidente della Corte d’Appello c’è anche una sintesi sull’attività giudiziaria dei Tribunali della Toscana, soprattutto per quanto riguarda la durata media dei procedimenti e il cosiddetto «indice di ricambio». Se è superiore a 1,0 significa che – ad esempio – in un anno a fronte di 100 procedimenti avviati, ne sono passati a sentenza 120, con conseguente smaltimento dei giudizi pendenti. Viceversa aumenta l’arretrato se l’indice è inferiore a 1. 

Qui una tabella riassuntiva – elaborata da OsservatoreLibero.it – con le principali voci di attività dei Tribunali toscani. Per quello di Firenze, va precisato che ha competenza regionale per quanto riguarda la competenza nel neo «Tribunale delle imprese» e per la trattazione del contenzioso in materia di protezione internazionale. A Firenze finiscono tutti i procedimenti di ricorso contro il diniego delle Prefetture toscane alla concessione soprattutto dello stato di rifugiato a chi non ne ha diritto. Solo nel 2019 (dato al Novembre) ne sono arrivati oltre 3000, portando il numero di «fascicoli pendenti» a ben 6082. 

Le durate dei procedimenti nei Tribunali toscani e l'indice di smaltimento del contezioso
Le durate dei procedimenti nei Tribunali toscani e l’indice di smaltimento del contezioso

APPROFONDIMENTO : Qui l’intervento integrale del Presidente Margherita Cassano

Viola: Toscana nel mirino della mafia

Il Procuratore Generale Marcello Viola
Il Procuratore Generale Marcello Viola

Nel suo intervento il Procuratore Generale Marcello Viola, ha rivolto tra gli altri un ringraziamento particolare agli «Avvocati del Distretto, consapevole del loro imprescindibile e insostituibile ruolo nel processo e nella tutela costituzionale dei diritti. Non può esservi processo giusto senza pieno e adeguato esercizio del diritto di difesa». 

Con riferimento alla «produttività globale» delle Procure della Repubblica, Viola ha annunciato che nell’ultimo anno sono stati definiti circa 200 mila procedimenti «con una diminuzione percentuale delle pendenze complessive di oltre il 5%».  Sul fronte dei reati connessi allo spaccio e al consumo di droga – «ancorché efficacemente contrastato dalle investigazioni» – il fenomeno ha assunto diffusione capillare con un aumento complessivo dei procedimenti oltre l’11%. Preoccupano anche i decessi per overdose in Toscana: 11 nel 2018 e 9 nel 2019. 

«Segui i soldi e troverai la mafia». Un’affermazione di Giovanni Falcone ripresa da Marcello Viola sul fronte della lotta ai fenomeni di attività mafiosa che non risparmiano la Toscana. «Le numerose indagini – ha detto il Pg Viola – hanno disvelato l’esistenza di meccanismi di infiltrazione delle diverse mafie nei circuiti dell’economia legale e nel tessuto dell’economia locale, con molteplici e diversificati investimenti. Dall’accaparramento di lavori pubblici e privati, al settore immobiliare, a quello del turismo, all’acquisizione o alla gestione di pubblici esercizi, specie di ristorazione o intrattenimento. Tutto ciò a fini di riciclaggio di denaro proveniente dalle più varie attività criminali, quali la gestione del racket della prostituzione, spesso riguardante donne straniere vittime di tratta, il traffico di rifiuti o di prodotti contraffatti, il commercio degli stupefacenti».  «Occorre – ha concluso Viola su questo tema – ampliare l’area di contrasto propria delle misure di prevenzione di tipo tradizionale con l’aggressione di quelle attività economiche inquinate dalla presenza della criminalità organizzata e che costituiscono la cosiddetta ‘area grigia’, dove il mercato legale e quello illegale si incontrano per incrementare i profitti delle associazioni criminali». 

APPROFONDIMENTO: Qui l’intervento integrale del Procuratore Generale Marcello Viola

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Sandro Addario

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