Tagli all’ emergenza sanitaria: via l’automedica da Firenze Sud

Un'automedica del servizio emergenza 118 di Firenze
Un’automedica del servizio emergenza 118 di Firenze

FIRENZE – Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, da giovedì 1 luglio verrà tolta un’automedica dal servizio di emergenza sanitaria del 118 su Firenze. Si tratta della postazione «Mike 3» che ha sede presso l’Ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri nella zona di Firenze Sud. È l’auto con medico e infermiere a bordo che interviene su un’emergenza grave ancora prima che possa arrivare un’ambulanza. La Mike 3 ha finora coperto, oltre all’area di Firenze Sud, anche i comuni di Bagno a Ripoli, Impruneta, Fiesole, Rignano, Pontassieve. A quanto si apprende sarà sostituita da un’ambulanza infermieristica.

LA REAZIONE DEL SINDACATO SNAMI

«La decisione viene giustificata con la grave carenza di medici ma è la stessa problematica che c’è da molti anni»interviene il dottor Jacopo Scala Responsabile Emergenza dello SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) di Firenze. «Nel 2020 per lo stesso motivo è stata chiusa la postazione di emergenza medica di Campi Bisenzio e lo scorso maggio quella del Galluzzo. Prima ancora quella di Vaglia. Tutte sostituite con ambulanze infermieristiche con ovvie ricadute sulla qualità del servizio in quanto gli infermieri, pur con tutta la loro professionalità e buona volontà, non possono fornire lo stesso tipo di trattamento di un medico». 

«Nonostante la sbandierata volontà di potenziamento dei sistemi territoriali – prosegue Scala – assistiamo solo ad una continua erosione degli stessi. (…) Solo nel settore Emergenza /Urgenza (pronto soccorso e 118) mancano, nella sola Toscana, circa 300 medici dalle dotazioni di organico standard». 

Quali le soluzioni, secondo lo Snami, per garantire i servizi essenziali del 118 sul territorio e i Pronto Soccorso negli ospedali? «Prima di tutto bisogna frenare l’emorragia di medici che si sta verificando soprattutto nel 118, ma anche nei Pronto Soccorso. Solo su Firenze, in un sistema di emergenza territoriale con circa 70 medici, assistiamo a circa 4-5 abbandoni all’anno da parte di medici che decidono di dedicarsi ad altro». Non solo ma «serve attivare i corsi Deu per i giovani medici come pure programmare con urgenza un concorso con ammissione di medici convenzionati  senza specializzazione». «Si parla solo di pronti soccorsi – conclude il dottor Scala – e non di emergenza territoriale. Ma i pazienti dovrebbero arrivare vivi in pronto soccorso. Per questo non si può smantellare l’emergenza». 

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Sandro Addario

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