Viola: «In Toscana la mafia come il Covid: più muta e più diventa insidiosa»

Il presidente della Corte d'Appello di Firenze Alessandro Nencini inaugura l'anno giudiziario 2022
Il presidente della Corte d’Appello di Firenze Alessandro Nencini inaugura l’anno giudiziario 2022

FIRENZE – «Non è solo il Covid a mutare e a divenire in tal modo sempre più insidioso. La mafia è a sua volta un virus mutante, che si infiltra nelle imprese, che si confonde con il resto, che diventa fluida e invisibile, che è pronta a immettere sul mercato grandi risorse e disponibilità per acquisire ogni forma di attività redditizia». Lo ha detto il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze Marcello Viola all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022, che si è svolta sabato 22 gennaio. Ancora una volta a porte chiuse e in diretta streaming per il perdurare dell’emergenza sanitaria. Davanti al Presidente della Corte d’appello Alessandro Nencini – alla sua prima inaugurazione in questa veste ufficiale, in quanto nel 2021 era ancora ‘Presidente Vicario’ – erano pochi i presenti nella maxi aula del Palazzo di Giustizia di Firenze, quasi totalmente deserta. A rappresentare il Ministro della Giustizia c’era Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Quindi due “fiorentini”: David Ermini vicepresidente del CSM e Margherita Cassano, Presidente aggiunto della Corte di Cassazione e già presidente della Corte d’Appello di Firenze fino al 2020. Il Consiglio distrettuale dell’Ordine degli Avvocati era rappresentato dal presidente Giampiero Cassi (qui la sua relazione).

DA INFILTRAZIONE A STRUTTURA STABILE

«L’attività delle mafie e delle altre organizzazioni criminali – ha aggiunto il Procuratore Generale Viola – è continuata senza sosta nel territorio della Toscana, confermando l’esistenza di meccanismi di infiltrazione nel tessuto economico della Regione. Si sono sviluppati a tal punto da indurre a doversi chiedere se, in tempi di pandemia, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici delle mafie tradizionali, abbia ancora senso parlare di semplici infiltrazioni – quasi fosse un fenomeno occasionale – o debba invece ritenersi di essere di fronte a una presenza ormai strutturata, stabile e consolidata». 

La piovra si sviluppa dunque tanto da suscitare «preoccupazione e allarme per segnali, sempre più frequenti, di cointeressenze tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell’economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e di professionisti». Qui l’appello di Viola al mondo delle imprese per fronteggiare e respingere le attrazioni della criminalità organizzata. «Gli imprenditori – dice Viola – devono sempre più divenire parte attiva e virtuosa nella difesa del tessuto sano dell’economia. Devono sapere resistere a qualsivoglia tentazione di facili scorciatoie. Devono riuscire a restare fuori da quella pericolosa zona grigia di contiguità che sta attorno alla mafia e al cui interno nascono accordi illegali e pericolose collusioni, in un clima nebuloso in cui tutto si confonde e non è semplice distinguere tra lecito e illecito». 

Procuratore generale Marcello Viola
Procuratore generale Marcello Viola (foto di archivio OsservatoreLibero.it)

SOGGETTI FRAGILI: SERVONO MAGISTRATI SPECIALISTI

Temi non meno insidiosi che colpiscono la società civile, molto spesso coperti dal silenzio e dalla paura delle vittime, sono le violenze domestiche, i delitti contro soggetti vulnerabili, la violenza di genere. «È un fenomeno che – dice Viola – tende sempre più a emergere, grazie alla rete di assistenza e di protezione alla vittima del reato adottata attraverso specifici protocolli, primo fra tutti il Codice Rosa». Ma non basta. Anche i magistrati e le forze dell’ordine devono diventare “specialisti” di una materia così delicata. 

«È urgente – sottolinea Viola – la necessità di rimediare a ogni forma di insufficiente consapevolezza, da parte del magistrato, della complessità della materia e, quindi, della indispensabilità di una formazione specifica. È fondamentale provvedere alla adeguata formazione e specializzazione di magistrati e forze di polizia in tali settori, con l’acquisizione di competenze ulteriori nei più diversi ambiti. Dalla medicina legale alla psicologia, alla criminologia. Senza

dimenticare i requisiti di empatia, di disponibilità, di capacità di ascolto, indispensabili per l’approccio a fatti oggettivamente gravi e a soggetti violati nella loro sfera più intima». Come diceva Calamandrei – ricorda Viola – «chi conosce solo il diritto non conosce nemmeno il diritto».

Scarica qui : 

– Intervento completo del Procuratore Generale Marcello Viola

– Relazione sull’attività 2021 degli Uffici requirenti del Distretto di Firenze

IL PRESIDENTE NENCINI INAUGURA L’ANNO GIUDIZIARIO

La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario è stata aperta, come di prassi, dall’intervento del Presidente della Corte d’Appello di Firenze Alessandro Nencini, nominato a questo alto incarico il 27 settembre 2021, dopo aver svolto per oltre un anno le funzioni di Presidente Vicario. Succede alla dottoressa Margherita Cassano, presidente della Corte fiorentina dal 2015 e oggi Primo Presidente aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. 

Nencini ha parlato, come aveva preannunciato, a braccio, riprendendo i punti principali della sua relazione consegnata alla stampa e in pubblicazione sul sito della Corte di Appello. OsservatoreLibero la mette a disposizione dei lettori, scaricandola da questo link

Tra i passaggi principali di Nencini riferite alle attività del Distretto giudiziario ci sono quello sull’Ufficio per il Processo (pag. 2 della relazione), mediazione e conciliazione giudiziale (pag. 4), controversie in materia di famiglia (pag. 5), protezione internazionale (pag. 7). Sul fronte del settore penale Nencini ha parlato della necessità di rivedere anche il «modello culturale» in cui si trova a operare il magistrato. «Il futuro – ha detto – non può essere solo un futuro di carcere e sanzioni pecuniarie. Un futuro di sanzioni modulate alla reintegrazione dei patrimoni, un futuro di riparazione delle offese alle persone danneggiate dai reati». 

Circa la situazione carceraria nel Distretto (pag. 28 della relazione) Nencini ha richiamato la grave situazione del degrado del Carcere di Sollicciano a Firenze «che non è assolutamente rapportabile – ha detto – a una sanzione penale applicata in uno stato civile». 

– Discorso inaugurale del Presidente della Corte d’Appello Alessandro Nencini

QUI IL VIDEO INTEGRALE DELLA CERIMONIA

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Sandro Addario

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