Un «ponte» del Rotary verso le isole del Giglio e Giannutri

L'isola di Giannutri e sullo sfondo a sin l'isola del Giglio
L’isola di Giannutri e sullo sfondo a sin l’isola del Giglio

ISOLA DEL GIGLIO (Gr) – Un «ponte» culturale verso le isole del Giglio e di Giannutri, entrambe appartenenti allo stesso comune. È quanto si propone il 2071° Distretto del Rotary International (Toscana) che ha sostenuto, insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena Grosseto Arezzo nonché al Rotary Club Grosseto, il progetto di ricollocamento del mosaico del Labirinto della Villa Romana di Giannutri. Un luogo incantevole circondato solo dal rumore del mare e del vento, tappa obbligata per i velieri dal I secolo dopo Cristo in avanti. 

Un service che riporterà a breve sull’isola dell’arcipelago toscano un tesoro in quello che, a Cala Maestra sulla parte occidentale di Giannutri, era il complesso residenziale della famiglia dei Domizi Enobarbi, antenati dell’imperatore Nerone.  Un mosaico che, per motivi di sicurezza, era stato portato al Museo Archeologico di Firenze alla fine degli anni ‘80, dove nel corso del tempo è stato restaurato e lasciato in deposito nel museo stesso. Ora è pronto per essere riportato a Giannutri. Una iniziativa di cui si sono fatti carico il Rotary toscano e la Soprintendenza di Siena Grosseto ed Arezzo. 

ROTARIANI IN AVANSCOPERTA 

Nell’attesa, un primo sopralluogo culturale a Giannutri è stato compiuto sabato 7 maggio da una folta rappresentanza dei Rotary Club della Toscana, guidata dal governatore del Distretto Fernando Damiani. Anche se il mare non ha consentito l’approdo a Cala Maestra ma solo un periplo dell’isola, i visitatori hanno potuto ammirare la selvaggia bellezza del luogo e le scogliere dove un tempo sorgeva la villa romana. Premessa per un prossimo ritorno a Giannutri, auspicato da tutti a breve termine, quando anche il mosaico sarà tornato al suo posto. 

Durante una sosta a Giglio Porto, il saluto dell’amministrazione comunale è portato dal sindaco Sergio Ortelli che ringrazia il Rotary per l’importante iniziativa a favore del patrimonio culturale di Giannutri, frazione del comune di Isola del Giglio. «Quando tornerete, mi farà piacere accompagnarvi ed essere con voi a Giannutri» assicura Ortelli. Un asset che non sfugge al governatore Damiani che prontamente auspica un’espansione dei soci rotariani anche tra gli abitanti di Isola del Giglio. «È vero, ci sono difficoltà di spostamento – ammette Damiani lanciando un ponte ideale – ma ormai le distanze si possono annullare in parte anche con collegamenti da remoto. Un’isola come il Giglio e i suoi cittadini non possono restare ai margini di una istituzione internazionale come il Rotary». 

Da sin. Sergio Ortelli sindaco di Isola del Giglio e Fernando Damiani, governatore del 2071° Distretto Rotary (Toscana)
Da sin. Sergio Ortelli sindaco di Isola del Giglio e Fernando Damiani, governatore del 2071° Distretto Rotary (Toscana)

Tra gli ospiti anche il questore di Grosseto Antonio Mannoni, nel capoluogo maremmano da pochi mesi, che – presente a titolo privato – ricorda quanto Rotary e Polizia di Stato svolgano, sia pure con ruoli e responsabilità diversi, attività di servizio in favore della collettività. «Un obiettivo di solidarietà – ha detto Mannoni – verso il quale auspico ci possano essere opportunità per attivare progetti in comune, come ad esempio in favore dei giovani e sul tema della violenza alle donne». 

CONVEGNO A BORDO

A bordo della motonave in navigazione nell’arcipelago si svolge l’incontro «Il nostro patrimonio culturale: dalla tradizione all’innovazione» presieduto da Patrizia Asproni (presidente di Confcultura e del Rotary Club Firenze) e da Giulio De Simone (presidente della commissione cultura del 2071° Distretto Rotary nonché «regista» del progetto rotariano per Giannutri). 

La storia del sito di Giannutri è ripercorsa dal professor Jacopo Tabolli, docente di etruscologia all’Università per Stranieri di Siena e già funzionario archeologo della Soprintendenza senese, nonché dal suo «successore» alla stessa Soprintendenza Matteo Milletti. Dall’importanza di Giannutri nel periodo tra il I e il II secolo dopo Cristo, alla vita all’interno della villa romana, di cui ancora oggi residuano testimonianze archeologiche come i mosaici delle stanze, l’area termale e la parte padronale (pars dominica). Davanti al piccolo approdo a Cala Maestra, è in corso di ultimazione un Centro documentazione per l’archeologia dell’isola che dovrebbe essere aperto al pubblico entro un anno. Nei pressi di questa struttura è invece già pronto e restaurato l’antico criptoportico, dove – al coperto e in sicurezza sotto l’occhio di telecamere alimentate a pannelli solari – sarà collocato il «mosaico del labirinto» non appena arriverà da Firenze grazie al progetto sostenuto dal Rotary. Sarà quello l’ingresso dei visitatori all’area archeologica di Giannutri. 

VISITARE GIANNUTRI

Come si arriva e come si visita Giannutri? È la domanda che tutti i presenti al convegno si pongono. La risposta arriva dal presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri, che ricorda le visite guidate a Giannutri e al sito archeologico prenotabili anche online sul sito del Parco (www.islepark.it). L’accesso all’isola è libero e la guida per le escursioni può essere richiesta anche sul posto, purché ci sia disponibilità. Meglio dunque la prenotazione. Giannutri, oltre che con i natanti privati, può essere raggiunta anche con i regolari servizi di linea da Porto Santo Stefano. 

Una suggestiva immagine di Giannutri dal drone (dal sito blog.marenauta.com)
Una suggestiva immagine di Giannutri dal drone (dal sito blog.marenauta.com). All’orizzonte l’Argentario

IL FUTURO DELL’ARCHEOLOGIA

Quale futuro per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale? La risposta a chiusura del convegno è di Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: «Le prospettive non potranno che passare per una cooperazione tra pubblico e privato, con il coinvolgimento delle comunità e una duplice azione di rispetto per i monumenti e l’ambiente». «Senza neppure ‘insistere’ troppo su nuovi scavi – è l’opinione di un archeologo come Giulierini – ma dare priorità a quanto è già stato recuperato che però giace ancora nei magazzini dei musei, non ancora restaurato e quindi non fruibile al pubblico». L’esempio del progetto Giannutri del Rotary toscano segue proprio questa strada. E non è una coincidenza. 

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Sandro Addario

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