Carabinieri, Solazzo insediato al Comando della Legione Toscana

da sin. i generali Pierluigi Solazzo e Aldo Iacobelli. A destra il colonnello Emilio Mazza
da sin. i generali Pierluigi Solazzo e Aldo Iacobelli. A destra il colonnello Emilio Mazza

FIRENZE – Da oggi 30 luglio il generale di brigata Pierluigi Solazzo si è insediato al comando della Legione Carabinieri Toscana. Da lui dipendono circa 5000 militari, in oltre 380 comandi di cui 326 Stazioni dell’Arma in un territorio regionale che comprende 273 Comuni. Solazzo, già comandante provinciale di Milano, è subentrato al colonnello Emilio Mazza – vice comandante della Legione – che per quasi 4 mesi ha retto il comando della Legione stessa «in sede vacante» dopo il generale di divisione Lorenzo Falferi, chiamato al Comando Generale di Roma dallo scorso Aprile

LA CERIMONIA

«Una cerimonia sobria, essenziale nel suo sviluppo protocollare, ma ricca di valore e di significato per noi militari schierati in armi per salutare un comandante destinato ad assumere un incarico prestigioso e impegnativo». Con queste parole il generale di corpo d’armata Aldo Iacobelli, comandante interregionale Podgora (Lazio, Toscana, Sardegna, Umbria, Marche) ha salutato la breve ma significativa cerimonia all’interno della caserma Baldissera di Firenze. 

Molte le autorità e gli ospiti presenti. Dal presidente della Regione Eugenio Giani al prefetto di Firenze Francesca Ferrandino, al vicesindaco di Firenze Paola Galgani, al procuratore generale presso la Corte d’Appello Ettore Squillace Greco. Presenti i vertici militari guidati dai generali di corpo d’armata della Guardia di Finanza Fabrizio Cuneo e Giuseppe Magliocco nonché dal generale di divisione Carlo Cerrina, che dal 14 luglio ha assunto il comando della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. Tra le tante personalità anche l’attuale questore di Monza Filippo Ferri, già capo della Squadra Mobile di Firenze, Renato Saccone già prefetto di Milano e il prefetto Gianfranco Bernabei, già questore di Bologna. 

Per il generale Solazzo è un ritorno («anche affettivo» ammette) a Firenze. Proprio in quella stessa caserma che, dal 1993 al 1995, lo vide da giovane tenente ventiseienne comandare un plotone della 7ª compagnia dell’allora Scuola Sottufficiali Carabinieri (oggi Scuola Marescialli e Brigadieri). 

Sul piazzale, davanti ad un reparto di formazione di varie specialità dell’Arma comandato dal maggiore Piergiorgio Rosa, il colonnello Mazza ha consegnato al generale Solazzo lo stendardo della Legione Carabinieri Toscana, come simbolo del passaggio di comando. 

TRADIZIONE E TECNOLOGIA

Nel suo intervento di saluto, il generale Solazzo ha voluto sottolineare tra l’altro quanto le Stazioni Carabinieri siano fondamentali per il contatto con i cittadini, mostrando la presenza dello Stato. Una missione quella del Carabiniere che deve sempre porre al centro l’uomo e la relazione con la comunità. È altrettanto importante unire tradizione e tecnologia, poiché la sicurezza oggi include anche il dominio digitale.  «La tecnologia ci supporta – ha precisato Solazzo – i valori ci guidano. E proprio a voi, Carabinieri della Legione Toscana, rivolgo la mia piena fiducia. Siate interpreti credibili del nostro giuramento, capaci di unire tradizione e innovazione, disciplina e iniziativa, umanità e competenza». 

Qui il testo integrale dell’intervento del generale Solazzo.

LE SFIDE DA AFFRONTARE

Gratitudine al colonnello Mazza per il suo impegno e la sua azione di comando «per quanto ha fatto e per come lo ha fatto» è stata espressa dal generale Iacobelli. Rivolto al generale Solazzo («che ha svolto con brillanti risultati molti incarichi») Iacobelli ha poi sottolineato come dovrà «confrontarsi con sfide non comuni, momenti complicati, decisioni non sempre facili».  

«La serietà, l’entusiasmo – ha aggiunto Iacobelli – la generosità e soprattutto il coraggio del fare e il desiderio di partecipare a una grande sfida, con l’umiltà, con la sincera voglia di aggiornarsi costantemente, con lo sguardo rivolto al futuro e la mente aperta all’innovazione. Sono queste le risorse che non ci devono mai mancare. Risorse che unitamente a comportamenti eticamente corretti susciteranno in chi ci osserva sentimento di sincero rispetto e di alta considerazione». 

Qui il testo integrale dell’intervento del generale Iacobelli.

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Sandro Addario

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