«Trolley», il mondo visto con gli occhi curiosi di una valigia

Trolley, l'ultimo romanzo di Gabriele Canè
Trolley, l’ultimo romanzo di Gabriele Canè

FIRENZE – Una gustosa e attenta radiografia, romanzata ma non troppo, del rapido cambiamento del vivere quotidiano, attraverso gli occhi e le orecchie di «Trolley» (Edizioni Minerva 2025). Non è una valigia qualsiasi, ma un oggetto viaggiante che la penna ironica dell’autore Gabriele Canè trasforma in un soggetto che pensa e dialoga. Curioso di guardarsi intorno e di riflettere. 

In poco più di cento pagine, che è impossibile non leggere tutte di un fiato, Trolley racconta la sua vita. Dalla nascita in un anonimo capannone industriale cinese agli inizi di questo secolo all’inatteso ma auspicato arrivo in Italia, di cui aveva sentito parlare bene da un’operaia della fabbrica che aveva parenti nel nostro paese. «Non si doveva neppure imparare la lingua perché nel loro quartiere erano tutti cinesi». Un po’ come stare a casa. 

IL MONDO CHE CAMBIA

La vita di Trolley trascorre dentro il ripostiglio di casa del suo padrone Marco, che all’inizio lo aveva ricevuto senza troppo entusiasmo come regalo da colleghi di lavoro. Passa le giornate a dialogare con Piton, una classica valigia senza ruote, taroccata ma orgogliosa del suo servizio passato anche se prossimo al tramonto. Ogni viaggio breve di Trolley è un’occasione per raccontare cosa ha visto fuori e come sta cambiando il mondo. 

Un cambiamento progressivo anche nello stesso ripostiglio di casa di Marco. Dove i cibi tradizionali vengono gradualmente sostituti da alimenti bio ed etnici. Tra questi la pastasciutta del secondo scaffale che via via perde il bel colore giallo uovo di sempre. Come l’arrivo del Quinoia, il cereale non cereale delle Ande. 

VITA DA RIPOSTIGLIO

La novità principale del ripostiglio è però l’improvviso arrivo di un terzo ospite. Un giovanile e capiente zaino da montagna («salve ragazzi, sono Trekking, voi quanti litri siete?») che superando l’iniziale diffidenza riesce a instaurare un buon dialogo con gli altri inquilini, raccontando le sue esperienze non sempre positive durante le escursioni con Marco e la fidanzata Giuliana, instancabile appassionata proprio di trekking.

IL SIGNOR BIENBI

Intanto il mondo sta davvero velocemente cambiando. A cominciare dallo stesso palazzo di Marco, rimasto unico condomino italiano in un edificio popolato da ospiti multilingue che occupano – a rotazione quasi quotidiana – «tutti gli altri appartamenti di un signore inglese che mi pare si chiami Bienbi» dice Trolley agli altri due esterrefatti interlocutori. Come nelle strade cittadine dove il rumore del traffico automobilistico (con il passaggio ai silenziosi motori elettrici) è gradualmente sostituito lungo i marciapiedi dall’assordante frastuono delle ruote delle valigie e dei trolley, aumentati in misura esponenziale ovunque. 

DA DUE A QUATTRO RUOTE

Il colpo di grazia per gli inquilini del ripostiglio arriva con l’acquisto (fortemente voluto da Giuliana) di un modernissimo set di tre valigie mix di fibre naturali e titanio. Le più leggere e resistenti sul mercato. Naturalmente a quattro ruote, al posto delle due di Trolley. Il top di gamma insomma, che non si abbassa a dialogare con gli altri abitanti del ripostiglio inesorabilmente sempre più spinti verso l’angolo. 

Come in tutti i romanzi c’è però un finale a sorpresa, al termine della piacevole lettura del libro di Canè, che scorre ininterrottamente anche grazie allo stile giornalistico, semplice e sintetico, della narrazione. Un’occasione per «disintossicarsi» per qualche ora dalla navigazione sul web e dalle condivisioni sui social. 

  • Autore: Gabriele Canè
  • Titolo: Trolley
  • Editore: Minerva 2025 Bologna
  • ISBN: 9788833248271

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Sandro Addario

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