Addio Dodo Mugnaini, neppure la poliomielite lo aveva sconfitto 

Domenico Mugnaini
Domenico Mugnaini (foto @OsservatoreLibero.it)

«Dodo, te la sentiresti di fare da testimonial per la campagna contro la poliomielite che il Rotary porta avanti da tanti anni nel mondo?». La domanda è diretta e garbata, la risposta non è scontata. 

Il volto di Domenico Mugnaini si illumina subito «Ma certamente, con piacere». Si vede che non lo dice per cortesia, ma per convinzione. Siamo nel suo ufficio nella redazione di Toscana Oggi in via della Colonna a Firenze. È il 25 settembre. Meno di due mesi fa. «Cosa possiamo fare?». «Un breve video spot di meno di un minuto» azzardo. «Chi lo può fare meglio di te, con la mentalità e sintesi giornalistica che hai da sempre. Lo presenteremmo ad un convegno sulla campagna di vaccinazione organizzato dal Rotary a Siena in novembre» aggiungo alzando la posta. 

«Benissimo, mi fa piacere. Ho preso la poliomielite a sei anni, per aver saltato il vaccino perché in quel periodo avevo l’influenza. Posso dire la mia» risponde con ancora più calore Dodo, specie dopo aver sentito la parola «Siena», che per lui ha rappresentato tanto nella sua vita professionale di cronista. «Se posso – aggiunge d’iniziativa – vengo anch’io a Siena a raccontarvi la mia storia. Potrebbe aiutare a convincere sulla necessità di continuare la vaccinazione contro la polio ovunque sia necessario». «Perfetto, ci farebbe davvero un gran piacere ascoltarti». 

«Però…». Il volto diventa meno sorridente. «Però cosa?». «A Siena ci verrei anche subito, ma non posso prendere impegni ora per allora». «Devi sapere che da qualche tempo sto lottando con ogni sforzo contro un nemico peggiore della poliomielite». Una pausa di silenzio. Prendiamo fiato tutti e due guardandoci fissi negli occhi. «Ogni settimana devo fare chemioterapia. Non è detto che il giorno del convegno del Rotary coincida con una giornata adatta per me. Bisogna vedere…». Parla tranquillo. Quasi con serenità. Sa bene che l’ospite che tiene in corpo potrebbe essere letale. Ma non ne ha paura. Ha sfidato e reagito da leone alla poliomielite. Sta tentando un bis su questo nuovo fronte. Quasi una «mission impossible» ma bisogna reagire.

Ci siamo sentiti altre volte al telefono dopo il nostro incontro. Ogni volta potersi rivedere non è stato possibile. Gli ultimi due messaggi whatsapp sono rimasti senza risposta. A Dio Dodo, ci mancherà il tuo esempio e la tua forza di reagire alle avversità. 

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Sandro Addario

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