
Balestro del Girifalco, il Palio di Lara Andovrandi celebra il voto alle donne

MASSA MARITTIMA (GR) – È una donna dallo sguardo fiero la protagonista del Palio del 133° Balestro del Girifalco, disputato il 14 agosto 2026 nella piazza del Duomo di Massa Marittima. A darle volto e significato è l’artista piombinese Lara Androvandi. Pittura, scultura, incisione e tecniche diverse convivono nella sua ricerca artistica, come l’Ebru, l’antica pittura sull’acqua di tradizione turca. Nel 2024 ha realizzato il Masgalano per il Palio di Siena, reinterpretando in chiave contemporanea il tradizionale premio destinato alla migliore comparsa delle Contrade. Nel suo percorso figura anche la realizzazione di un drappellone per il Palio della Granocchia di Paganico.

LO SGUARDO FIERO DELLE ELETTRICI
Il grande drappellone realizzato per Massa Marittima, alto circa due metri, celebra gli 80 anni della Repubblica, della democrazia e del primo voto delle donne. Punto di partenza è una delle immagini divenute simbolo del 1946, quella di una giovane donna con il giornale che annuncia la nascita della Repubblica. Androvandi l’ha però reinterpretata: «Nella foto è estremamente sorridente – commenta – io invece volevo uno sguardo fiero, di qualcuno che ha appena votato ed è veramente soddisfatto di quello che ha ottenuto». Intorno alla figura si sviluppa un percorso visivo che parte dal grande tricolore, passa attraverso la donna e la matita che tiene in mano, nei colori dello stemma cittadino, per arrivare alla scheda elettorale con la croce sulla Repubblica. «Al centro dell’attenzione c’è questa matita: Massa Marittima ha votato».
La figura femminile è anche, nelle intenzioni dell’autrice, «la parte più pop dell’opera», un richiamo alla Pop Art e alla sua capacità di trasformare soggetti popolari in immagini simboliche: «La ragazza che ha votato di Massa Marittima diventa un’icona in arte». Sullo sfondo torna invece il Medioevo massetano, con la balestra e gli elementi che richiamano il corteo storico. Per Androvandi era il primo incontro con questa particolare tradizione: «È stato un piacere. È sempre bello conoscere le tradizioni in questo modo».

DAL SANTO AL LIBERO COMUNE
A spiegare il diverso significato delle due edizioni annuali è il sindaco Irene Marconi. Il Balestro si disputa infatti la quarta domenica di maggio e il 14 agosto. Quello primaverile è dedicato a San Bernardino da Siena, nato a Massa Marittima nel 1380 e profondamente legato alla città. La sua memoria liturgica cade il 20 maggio, data della morte nel 1444. «Il primo tema è legato a San Bernardino – ricorda Marconi – mentre quello di agosto ha un tema laico, perché è da sempre dedicato al Libero Comune». Un richiamo che riporta a una pagina fondamentale della storia massetana. Nel 1225 Massa Marittima si affrancò dal potere del vescovo feudatario conquistando la propria autonomia politica e amministrativa («libero Comune»), sostenuta anche dalla prosperità derivante dallo sfruttamento delle allora ricche risorse minerarie del territorio, in particolare rame e argento.
Diverso è anche il procedimento per la scelta dell’artista chiamato a realizzare i due Palii per il Balestro del Girifalco. «Per maggio viene indetto un bando pubblico e una commissione seleziona il bozzetto presentato dai concorrenti. Per agosto il Comune individua invece un artista cui affidare direttamente la realizzazione del Palio. La dedicazioneviene stabilita dal Magistrato della Società dei Terzieri Massetani, che comprende i tre Terzieri (le tre storiche contrade in cui è suddivisa Massa Marittima) più il Comune».
LA FRECCIA VINCENTE DI TONINELLI
Nella notte del 14 agosto 2026 l’opera di Androvandi è diventata dunque il premio della sfida fra i 24 balestrieri dei tre Terzieri: Cittavecchia, Cittannova e Borgo. A conquistarla è stato Lorenzo Toninelli, che con la freccia più vicina al centro del corniolo ha consegnato al Terziere di Borgo il 133° Balestro del Girifalco. Per Toninelli è il secondo successo personale dopo quello del maggio 2024. Il Palio che da quella notte del 14 agosto appartiene al Borgo porta così con sé, accanto ai simboli medievali di Massa Marittima, l’immagine di una conquista molto più recente: quella delle donne italiane chiamate per la prima volta alle urne e protagoniste, ottant’anni fa, della nascita della Repubblica.


