Caravaggio e Laparelli da Cortona «si incontrano» a Malta 

L'ingresso dell'oratorio della concattedrale di San Giovanni. Sullo sfondo la Decollazione di san Giovanni opera di Caravaggio
L’ingresso dell’oratorio della concattedrale di San Giovanni. Sullo sfondo la ‘Decollazione di San Giovanni Battista’ opera di Caravaggio. In una sala attigua sono esposti i disegni di Francesco Laparelli

da LA VALLETTA (Malta) – Si respira aria di Cortona a Malta, all’interno della concattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, a pochi passi dai capolavori di Caravaggio, la Decollazione di San Giovanni Battista e San Girolamo Scrivente. Alcuni dei disegni originali di Francesco Laparelli (1521-1570), architetto militare cortonese che nel 1566 progettò e dette avvio alla costruzione della nuova capitale La Valletta, sono esposti dal 18 giugno al 18 luglio all’interno dell’oratorio della celebre chiesa nel cuore della città. Un prezioso «supplemento» offerto alle migliaia di visitatori della concattedrale, uno dei massimi simboli del barocco maltese, tappa d’obbligo per studiosi e turisti.

LA MOSTRA GRAND AMBITIONS

È la mostra «Grand Ambitions», realizzata dalla St John’s Co-Cathedral Foundation che ha ottenuto in prestito le opere di Laparelli dalla Biblioteca del Comune di Cortona e dell’Accademia Etrusca (Baec). È lì che sono custoditi i disegni originali del XVI secolo delle planimetrie della costruenda capitale, donati alla stessa Accademia da Costanza Laparelli Pitti, ultima discendente di Francesco, scomparsa nel 2009. Un evento culturale di particolare rilievo, frutto anche del gemellaggio tra le città di Valletta e Cortona siglato dai rispettivi sindaci nell’agosto del 2022. 

I DISEGNI DI LAPARELLI

L’esposizione è stata inaugurata mercoledì 18 giugno con un applaudito concerto, davanti a un folto pubblico, del Maestro Josep Solé Coll, primo organista della basilica di San Pietro in Vaticano. «I disegni originali di Francesco Laparelli – ha commentato in apertura monsignor Emmanuel Agius, presidente della Fondazione della Concattedrale – offrono ai visitatori un’opportunità unica per approfondire la storia di Valletta. Fu concepita non solo come una roccaforte militare, ma come uno spazio urbano pianificato nei minimi dettagli, con strade lineari che si incrociano. Come una moderna città dei giorni nostri, ma in anticipo di quattro secoli». «Merito di Laparelli – aggiunge Agius – è aver inoltre previsto al centro della nuova città la chiesa di San Giovanni, come il cuore pulsante di un corpo umano». 

ACCESSO GRATUITO AI RESIDENTI

Tra i presenti all’inaugurazione della mostra anche il sindaco di Valletta Olaf McKay e il Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia Andrea Varischetti. «Abbiamo concluso un accordo con la Fondazione della Concattedrale – ha detto il primo cittadino – per consentire l’accesso gratuito alla mostra ai residenti di Valletta. Tutti abbiamo bisogno e desiderio di conoscere la nostra storia, di cui siamo particolarmente orgogliosi. Questa è un’occasione da non perdere». Considerato che i visitatori della Concattedrale di San Giovanni sono in media 2500 al giorno, le premesse per un successo della mostra di Laparelli a Malta ci sono tutte. 

IL MODELLO LAPARELLI

La scelta del titolo della mostra ‘Grandi Ambizioni’ al plurale – ha detto Adriana Alescio curatrice della mostra – vuole creare «un dialogo tra la visione architettonica della città di Francesco Laparelli e la visione artistica di Mattia Preti, un altro artista italiano che ha lasciato il segno qui nella Concattedrale di San Giovanni. Oggi celebriamo il genio di Laparelli e concluderemo la mostra, tra un mese, con un altro appuntamento incentrato sui dipinti murali di Mattia Preti, la loro storia conservativa e i restauri». 

È seguito un intervento di Patrizia Rocchini, responsabile della Baec di Cortona, che ha ripercorso la vita di Francesco Laparelli, «uomo certamente di grandi ambizioni, direi come il titolo della mostra odierna». Nato da una ricca famiglia di una nobile città posta ai confini della Toscana, visse tempi segnati dalla guerra. Da qui anche i lavori per la trasformazione delle fortificazioni di Cortona, nei quali dimostrò il suo valore tanto da venire chiamato a Roma dal papa per cooperare alle fortificazioni del Vaticano, da Castel Sant’Angelo alla mura del Borgo Vecchio. Inviato dal papa Pio V a Malta curò, come noto, la progettazione della nuova capitale La Valletta e delle sue fortificazioni ancora oggi ben visibili. 

Dopo la sua morte nel 1570 – ha ricordato Rocchini – «alla vigilia di Natale giunsero a Cortona la notizia della sua morte e furono restituiti alla famiglia i suoi beni, tra cui le carte che aveva continuato a disegnare». Quelle stesse che, custodite dai discendenti della famiglia per oltre quattro secoli, sono arrivate fino ad oggi in mostra al pubblico di studiosi e cultori della storia. La sintesi del lavoro di Laparelli a Malta si riassume – ha concluso Rocchini – con le sue stesse parole: «gran cosa hè il fondare una città, mecterla in difesa, abitarla, onorarla et difenderla: tucte cose figliole dell’immortalità». 

Il significato e l’importanza dei disegni di Francesco Laparelli sono stati sottolineati da Conrad Thake professore dI storia dell’architettura all’Università di Malta. «Progettò la nuova citta dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, chiamata  Valletta in omaggio al gran maestro Jean Parisot de Vallette. I suoi disegni erano concepiti nell’ ambito delle teorie dell’urbanistica rinascimentale italiana, ispirata delle teorie architettoniche di Leon Battista Alberti, Pietro Cattaneo ed altri». «Il progetto di Laparelli – ha evidenziato Thake – è cosi ben documentato attraverso i suoi disegni che serve come modello ideale per analizzare altre citta fortificate costruite nel XVI secolo». 

VIDEO

In questo video, realizzato e messo gentilmente a disposizione dalla St John’s Co-Cathedral Foundation, un confronto tra i disegni di Francesco Laparelli e le immagini aeree odierne di Valletta con le strade e le fortificazioni progettate dall’architetto cortonese nel XVI secolo

GALLERIA FOTO

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28/8/2024

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Sandro Addario

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