Verderami: «L’Occidente deve recuperare la sua cultura per non soccombere»

FIRENZE – «Abbiamo un problema nel nostro Paese che prescinde anche dalle divisioni ideologiche che si manifestano in politica. È l’incapacità del mondo della cultura di saper accettare il diverso». Questo uno dei temi affrontati dal giornalista Francesco Verderami del Corriere della Sera, ospite a Firenze giovedì 29 settembre ad una affollata riunione con i Rotary Club Firenze Brunelleschi, Firenze Lorenzo il Magnifico, Firenze Sesto Michelangelo e Firenze Granducato.
Dopo decenni in cui la Democrazia Cristiana ha dominato la politica e il Partito Comunista la sfera intellettuale («altrimenti non facevi né cinema, né letteratura, né musica né altro» chiosa Verderami), si è creato uno squilibrio che oggi si traduce in esclusione e delegittimazione di chi non appartiene a determinati ambienti. Questo atteggiamento viene considerato un grave danno perché contrasta con i principi stessi della cultura, fondata sulla pluralità e sul confronto.
Verderami sostiene che l’incapacità di accettare chi la pensa diversamente (questo è il «diverso») rappresenta una vera minaccia culturale e sociale. Viene fatto l’esempio di professionisti penalizzati non per incompetenza ma per motivi ideologici o di immagine.
OCCIDENTE SOTTO MINACCIA CULTURALE
Un clima di chiusura che rischia di aggravare una crisi più ampia dell’Occidente, che vive in un «mondo surreale in cui ci siamo lentamente immersi». Con «paesi privi di una cultura democratica che hanno iniziato a penetrarci in maniera molto profonda e con grande capacità. Anche progettando il futuro». «Penso, per esempio culturale, ai grandi flussi di danaro delle grandi fondazioni arabe, alle università statunitensi, ma anche ai fondi cinesi. E questo ha penetrato, corroso, anche il sistema universitario e la cultura nei centri di potere più nevralgici».
«O recuperiamo un po’ di questa capacità di conoscere e di rispettare il diverso oppure l’operazione che è stata fatta, e che sta drammaticamente disgregando l’Occidente, avrà una capacità penetrativa più forte». «È caduto l’Impero romano – incalza Verderami – è caduto il Celeste Impero, è caduto l’Impero Ottomano. Cadrà anche l’Occidente. Bisogna vedere come cadiamo, perché il rischio di farci male è enorme. Soprattutto il rischio di perdere ciò che abbiamo conquistato nei secoli» grazie anche al Medioevo, spesso sottovalutato, che è stato invece il periodo in cui si sono consolidati i valori che hanno reso possibile l’eredità culturale europea.
«Se sotto l’aspetto politico sono molto preoccupato – conclude Verderami – sotto l’aspetto culturale e storico sono terrorizzato all’idea di lasciare questo mondo, questa eredità, ai nostri figli. C’è un modo di resistere. Recuperando la nostra cultura e i nostri valori». Più in fretta possibile. Se ancora in tempo.

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