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Il monumento ai Carabinieri Martiri di Fiesole

Carabinieri di Fiesole, 81 anni fa morirono per salvare 10 ostaggi

Il monumento ai Carabinieri Martiri di Fiesole
Il monumento ai Carabinieri Martiri di Fiesole

FIESOLE – «Alberto con i suoi 20 anni di età, Vittorio e Fulvio 22 anni».  Il vescovo di Fiesole monsignor Stefano Manetti chiama per nome i tre carabinieri che nel 1944 offrirono la loro vita per evitare che dieci ostaggi civili innocenti, catturati dalle truppe tedesche, fossero passati per le armi. 

«La parabola del buon Samaritano  illumina ampiamente il gesto di Alberto, Vittorio e Fulvio che stiamo ricordando in questa celebrazione» ricorda il vescovo Manetti. «Chi amare. Come amare. Che frutto porta l’amore del prossimo». «È la rivoluzione del Vangelo che chiede a ciascuno di diventare capace di amare tutti, al di là degli stretti confini dei familiari, degli amici, del clan o della nazione. Amare tutti a prescindere da ogni tipo di differenza». 

LA CERIMONIA

È l’81° anniversario dell’uccisione di Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, tre carabinieri decorati di medaglia d’oro al valor militare alla memoria. C’è grande emozione nella cattedrale di Fiesole oggi lunedì 6 ottobre 2025, nel ricordo di un sacrificio che nessuna memoria potrà mai cancellare.  A fianco dell’altare assiste in preghiera alla funzione religiosa il cardinale Ernest Simoni. In prima fila con il comandante della Legione Carabinieri Toscana generale Pierluigi Solazzo e il sindaco di Fiesole Cristina Scaletti, ci sono alcuni discendenti dei tre militari ormai noti come «I Martiri di Fiesole».

C’è Vittorio Marandola, omonimo pronipote della medaglia d’oro. C’è Angela La Rocca, anche lei pronipote di uno dei tre carabinieri caduti. Tra le altre autorità il questore di Firenze Fausto Lamparelli, il vice prefetto aggiunto Maria Trimboli, il comandante della Scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri generale di divisione Carlo Cerrina, il generale di divisione Gianluca Filippi neo comandante regionale della Toscana della Guardia di Finanza. 

STUDENTI DELLE SCUOLE DI FIESOLE

Come tradizione, dopo la funzione religiosa, la cerimonia si trasferisce sul vicino colle di San Francesco, davanti a un panorama mozzafiato di Firenze. Lassù si erge il monumento ai Carabinieri Martiri di Fiesole opera dello scultore Marcello Guasti. Sono presenti anche una numerosa rappresentanza di alunni della III B Mino da Fiesole e della V classe della Primaria Teodoro Stori, istituti entrambi con sede a Fiesole. Sulla terrazza che domina Firenze è schierata una rappresentanza della Scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri con la Fanfara dello stesso Istituto.

Dopo la deposizione di due corone d’alloro da parte dell’Arma dei Carabinieri e del Comune di Fiesole, il sindaco Cristina Scaletti ha definito il gesto dei tre carabinieri come «la più alta forma di coraggio civile». Rivolgendosi ai giovani, il sindaco li ha invitati a non aspirare ad essere «padroni» ma «custodi» del mondo, capaci di riconoscere l’altro come fratello e di coltivare il dialogo come strumento di pace. 

Il generale Solazzo da parte sua ha sottolineato come la memoria di quell’atto eroico non possa limitarsi al ricordo, ma debba tradursi in un impegno quotidiano per difendere i valori di libertà, democrazia e solidarietà. Rivolgendosi in particolare agli studenti Solazzo ha, tra l’altro, ricordato l’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La democrazia non è mai conquistata per sempre».

VIDEO

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GALLERIA FOTO (cliccare per ingrandire e scaricare)

Carabinieri


Sandro Addario

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