Arcivescovo Gambelli: «Si progredisce solo nel bene»

Nell’omelia della domenica di Pasqua 2026 nel Duomo di Firenze, l’arcivescovo Gherardo Gambelli ha legato il messaggio della Resurrezione alle ferite del presente, invitando a rileggere anche le grandi tradizioni cittadine — dallo Scoppio del Carro ai fuochi di San Giovanni — alla luce di un tempo segnato dalla guerra e dalla sofferenza. La Pasqua – questo il suo richiamo – non è fuga dalla realtà, ma una chiamata a camminare nel bene, lasciandosi alle spalle il peso del peccato, della paura e della rassegnazione.
Commentando il Vangelo della Risurrezione attraverso le figure di Pietro, del discepolo amato e di Maria Maddalena, Gambelli ha indicato tre strade per il credente di oggi: accogliere la misericordia, custodire uno sguardo capace di speranza e non cedere alla logica della morte. Da qui anche il rifiuto di ogni idea di sviluppo fondata sul riarmo e sull’industria bellica: il vero progresso, ha ricordato, può nascere solo da un modello solidale, sostenibile e rispettoso della dignità umana.
Qui il testo integrale dell’omelia dell’arcivescovo Gambelli