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Militaly 2026, premiate a Firenze le eccellenze delle Forze Armate

da sin. Silvio Ghiselli, Carlo Romeo, Ferdinando Sanfelice di Monteforte, Laura Quadarella, Antonio Li Gobbi al convegno di geopolitica che ha seguito il Premio Militaly 2026
da sin. Silvio Ghiselli, Carlo Romeo, Ferdinando Sanfelice di Monteforte, Laura Quadarella Sanfelice, Antonio Li Gobbi al convegno di geopolitica che ha seguito il Premio Militaly 2026

FIRENZE – Reparti e unità di eccellenza delle Forze Armate sono stati premiati a Firenze nel corso della manifestazione «Militaly 2026» giunta alla sua quinta edizione. Per l’occasione l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (Unuci) ha organizzato un convegno martedì 12 maggio presso il Circolo Unificato dell’Esercito, dove gli ospiti sono stati salutati dal generale di brigata Michele Vicari, comandante del Comando Militare Esercito «Toscana». 

I PREMIATI

Ecco i premiati 2026: 

  • Aeronautica: per il 3° Stormo di Verona Villafranca ha ritirato il premio il comandante colonnello Francesco Russo
  • Carabinieri: il riconoscimento è andato al 1º Reggimento carabinieri paracadutisti «Tuscania» di Livorno, rappresentato dal comandante colonnello Antonio Bruno
  • Esercito: premio Militaly alla Brigata informazioni tattiche con sede ad Anzio, rappresentato dal colonnello Pietro Mostardi
  • Marina: premio a Nave Vespucci, ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Per la Forza armata ha ritirato il premio il capitano di fregata Gian Luca Montella
  • Nato: il riconoscimento è andato al NATO Rapid Deployable Corps – Italy (corpo d’armata di reazione rapida NATO a guida italiana, NRDC-ITA) con sede a Solbiate Olona (Varese). Per l’unità ha ritirato il premio il generale di brigata Paolo Attilio Fortezza.

Sono stati assegnati anche i premi «InterHealth 2026» alla 46ª Brigata Aerea di Pisa (ritirato dal comandante, generale di brigata aerea Luca Mazzini) e alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia (ritirato da Gabriele Brunini) per i loro interventi umanitari in aree di crisi. 

GEOPOLITICA

Significativa cornice alla premiazione è stata una tavola rotonda geopolitica, moderata dal giornalista Carlo Romeo, dal titolo «Il mondo va a pezzi?». Vi hanno partecipato il generale di corpo d’armata dei Carabinieri Silvio Ghiselli, l’ammiraglio di squadra Ferdinando Sanfelice di Monteforte, la professoressa Laura Quadarella Sanfelice, il generale di corpo d’armata dell’Esercito Antonio Li Gobbi

Il disordine globale e la sfida alle democrazie

Il generale Ghiselli ha descritto un quadro internazionale segnato dalla crisi dell’ordine nato dopo la Guerra fredda, dal ritorno dei nazionalismi e dall’uso della forza per ridefinire gli equilibri geopolitici. Dalla guerra in Ucraina alle tensioni mediorientali, fino al crescente tentativo di assertività di Russia e Cina, Ghiselli ha sottolineato la necessità per l’Occidente di difendere non solo la sicurezza militare ma anche i valori democratici, il diritto internazionale e la libertà economica, richiamando il ruolo della NATO e dell’Europa in una nuova fase di instabilità globale. Richiamando infine l’articolo 11 della Costituzione, Ghiselli ha ribadito che la pace resta il fine da perseguire, ma che essa deve essere anche difesa.

Terrorismo, radicalizzazione e nuove minacce

Laura Quadarella Sanfelice ha richiamato l’attenzione sulla persistente minaccia del terrorismo internazionale, spesso apparentemente oscurata dai conflitti tra Stati. Oltre al jihadismo sunnita, la relatrice ha evidenziato il crescente ruolo del terrorismo sciita legato all’Iran e l’aumento della propaganda antisemita e antioccidentale. Particolare preoccupazione è stata espressa per l’uso delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale da parte di soggetti radicalizzati o fragili, in un contesto in cui il terrorismo tende a diventare sempre più diffuso e imprevedibile.

Mare, commercio e nuovi equilibri geopolitici

L’ammiraglio Sanfelice di Monteforte ha concentrato il suo intervento sull’importanza strategica delle rotte marittime e dei grandi «choke points» mondiali, da Suez a Hormuz. Secondo l’ammiraglio, l’indebolimento dell’ordine internazionale e delle grandi potenze sta favorendo una crescente anarchia geopolitica, mentre attori regionali e medie potenze acquisiscono maggiore influenza. In questo scenario l’Italia, grazie alla sua tradizione diplomatica e ai rapporti con il mondo mediterraneo e islamico, potrebbe svolgere un importante ruolo di mediazione internazionale.

NATO, Europa e autonomia strategica

Il generale Li Gobbi ha ripercorso l’evoluzione della NATO, nata storicamente dalla presenza di un nemico comune più che da una piena unità politica. Con la fine della Guerra fredda – ha osservato – gli interessi tra Europa e Stati Uniti hanno iniziato a divergere, mentre Washington guarda sempre più verso l’Indo-Pacifico. Pur riconoscendo l’importanza attuale dell’Alleanza Atlantica, Li Gobbi ha sostenuto la necessità per l’Europa di costruire una propria capacità autonoma di sicurezza e difesa, definita simbolicamente come un «paracadute di riserva».

GALLERIA FOTO DEI PREMIATI

Difesa, Forze Armate


Sandro Addario

Sandro Addario


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