I carabinieri «eroi di Milano» resteranno poco in prima pagina

Il tempestivo intervento dei Carabinieri a San Donato Milanese ha salvato 51 bambini sequestrati dall'autista di uno scuolabus dato alle fiamme
Il tempestivo intervento dei Carabinieri a San Donato Milanese ha salvato 51 bambini sequestrati dall’autista di uno scuolabus dato alle fiamme

MILANO – Resterà poco nelle prime pagine dei giornali la notizia del 20 marzo di 51 bambini e tre insegnanti legati e prigionieri dentro uno scuolabus dato alle fiamme dall’autista che sembra volesse così vendicare i migranti morti nel Mediterraneo. Sono stati tutti salvati dall’immediato intervento dei Carabinieri, allertati dai familiari di un bambino che miracolosamente era riuscito ad avvisarli con un telefono cellulare sfuggito al sequestro dell’autista.

In altri tempi la «Domenica del Corriere» avrebbe dedicato loro una delle sue migliori copertine. Oggi c’è posto nei titoli di apertura e nei talk show solo quando, purtroppo, qualcuno è accusato di aver disonorato la propria divisa. Per gli eroi del quotidiano solo qualche flash per poi passare rapidamente all’oblio. «In fondo hanno fatto solo il loro dovere» è l’opinione «benpensante» che va per la maggiore in questi casi. E che, almeno nei salotti intellettuali, troverà sicuramente un’attenuante per l’autista (pregiudicato per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale): «un disadattato, disperato».

IL GRAZIE VIRALE SU FACEBOOK

Intanto però sulla bacheca Facebook dell’Arma spunta oggi 21 marzo un post, che in poche ore raccoglie migliaia di “mi piace” e condivisioni.  Eccolo

«Ai ‘nostri Eroi’ di Milano. Nel giorno in cui nasce la primavera, festeggiamo cinquantuno bambini tornati a casa. Cinquantuno bambini, la primavera della vita. È stato tutto molto semplice, tutto come mille altre volte: una richiesta di soccorso, l’allerta della Centrale, l’intervento. È stato straordinario.

Voi in pochi, di fronte a un autobus impazzito che vi speronava, a una minaccia terribile e mortale, alle fiamme che già divoravano le lamiere. Avete vinto. Nessuno si è fatto male, nemmeno chi di quell’orrore era stato l’artefice. Perché le vite si salvano tutte. Siete stati gli angeli della strada, i supereroi che volano fra i grattacieli proteggendo la metropoli, l’argine contro la follia.

Noi in tanti, 110 mila, che di fronte a tanto abbiamo solo una parola. Grazie. Grazie per averci resi orgogliosi della nostra uniforme. Per aver ricordato chi sono i Carabinieri, che cosa fanno da più di due secoli. Sono quelli che corrono verso il pericolo laddove l’istinto umano è fuggirne. Quelli che vedono in ogni bambino un figlio, in ogni donna una sorella, in ogni anziano un genitore. Grazie perché domani sarete di nuovo sulla strada. Correndo alla prossima chiamata, pensando che in fondo non avete fatto che il vostro dovere. I vostri colleghi» .

IL FATTO (da Facebook dell’Arma)

È stato fermato sulla statale paullese, nell’area metropolitana di Milano, l’autista che aveva dirottato un autobus di linea con 51 bambini di seconda media a bordo, accompagnati da 2 insegnanti e 1 assistente.

Anziché far rientro all’istituto scolastico, l’uomo si era diretto verso Milano, speronando le prime auto di servizio dell’Arma, che erano riuscite comunque a rallentare la marcia del pullman, stringendolo contro il guardrail.

Il sequestratore, che aveva legato i bimbi con delle fascette, ha poi estratto un accendino, minacciando di dare fuoco al mezzo con della benzina contenuta in una tanica; quindi ha cosparso l’abitacolo di liquido infiammabile, appiccando le fiamme.

Mentre due Carabinieri lo distraevano, altri militari hanno raggiunto la parte posteriore dell’autobus, forzando una porta, infrangendo due finestrini e tirando fuori bambini e accompagnatori. Alcuni alunni hanno riportato lievi lesioni. Ora sono tutti in salvo e fuori pericolo. San Donato Milanese 20 marzo 2019

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Alessandro Gentili

    |

    Si. È vero. Non resteranno in prima pagina. Però l’Arma c’è tutti i giorni, ovunque, e in silenzio assiste gli italiani – senza che questi se ne accorgano – con generosità e altruismo. Spesso al di fuori e al di là dell’orario di servizio, sottraendo tempo a se stessi, alle famiglie. Saltando i pasti, pagando spesso di tasca propria una pizza per un arrestato o un fermato trattenuto in caserma. Questi sono i carabinieri che non conosciamo e che ci sono. Questi sono i carabinieri che passano le ore per pacificare, rabbonire, tranquillizzare chi è in difficoltà e non sa cosa fare. Ci saranno pure alcuni tra di loro che talvolta sbagliano o si comportano male, ma sono nulla rispetto a ciò che fanno gli altri. Io non saprei né vorrei immaginare un’Italia senza i carabinieri. Ma talvolta mi chiedo anche se questa Italia se li meriti davvero questi carabinieri. . .
    Alessandro Gentili

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